Festa dell’Unità Nazionale 2016

urbisaglia06-11-2016

Oggi ad Urbisaglia si è celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nonostante i problemi legati ai recenti eventi sismici e al maltempo, l’Associazione Combattenti e Reduci e il Comune di Urbisaglia hanno voluto onorare la memoria dei caduti e festeggiare l’unità nazionale.

Alla cerimonia ha partecipato il neo-eletto Sindaco dei ragazzi, Federico Salvucci.

L’ANPI apprezza molto e sostiene il coinvolgimento attivo dei ragazzi: per loro è un’occasione di crescita e di condivisione di quei valori che, da 70 anni, costituiscono i fondamenti della vita democratica del Paese. Auguriamo quindi a Federico Salvucci buon lavoro e speriamo che il suo entusiamo riesca a coinvolgere sempre più ragazzi.

Riportiamo di seguito il discorso di Federico:

Buon giorno a tutti.

Ringrazio il Sindaco, tutti voi presenti e i rappresentanti delle forze armate.

Oggi insieme, qui, al Sacrario dei Caduti di Urbisaglia, celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate: ricordiamo insieme la fine del primo conflitto mondiale: – la Grande Guerra– il più importante evento storico che ha segnato profondamente la vita di giovani, bambini, famiglie italiane del ‘900 e che ha determinato enormi cambiamenti politici e sociali per i quali ancora adesso noi giovani, bambini, famiglie italiane ne viviamo i benefici.

In questa giornata, ci sentiamo vicini a chi, poco più grande di noi, lasciò la sua casa e i suoi affetti, sacrificando il loro futuro per un ideale di Italia unita e libera. Possiamo leggere i loro nomi, qui quotidianamente, sono cognomi familiari, di urbisagliesi. Ognuno di loro è ricordato dagli alberi del Parco delle Rimembranze, il “giardino dei pesci”…per il quale dobbiamo, soprattutto noi ragazzi, portare più rispetto.

Proprio in questi giorni, durante questa terribile esperienza del terremoto, ci siamo resi conto quanto sia indispensabile e confortante appartenere ad un Paese unito e solidale, dove le forze e le intelligenze migliori si sono armate, …armate con gli strumenti della solidarietà: il coraggio e il senso di appartenenza al Paese Italia. Ringrazio tutti soprattutto per questi esempi di profonda cittadinanza che in tantissimi hanno dato a noi ragazzi italiani di Urbisaglia.

 

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Seminario di ricerca e disseminazione della Memoria.

Come posso trasmettere alle generazioni del futuro la Memoria della Shoah?
E come farlo nel rispetto della sostanza storica, ma tenendo a distanza la retorica e la facile demagogia?
Infine: quali fra le molte iniziative possibili offrono i migliori benefici sul piano didattico e formativo?

seminario-shoah-2016

Per rispondere a queste domande l’Università di Macerata istituisce giovedì 20 ottobre 2016 un Seminario di ricerca e disseminazione della Memoria. Il seminario, quest’anno indirizzato alla memoria di Elie Wiesel, è uno dei dieci organizzati in contemporanea, tra il 13 e il 21 ottobre, dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria e dal Centro interuniversitario 27 gennaio – Giorno della Memoria in altrettanti atenei: sono le Università del Piemonte Orientale, Milano Statale, Trieste-Gorizia, Bologna-Forlì, Macerata, Perugia, Teramo, del Molise, Bari “Aldo Moro” e della Calabria.

Il seminario dell’Università di Macerata si svolge in collaborazione con l’Ambasciata d’Israele in Italia e con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Ancona, del Consiglio Regionale delle Marche, della Regione Marche e del Comune di Macerata. Esso, inoltre, da un lato vede presente, in qualità di parte attiva nei processi di testimonianza e di insegnamento, luoghi significativi della Memoria ebraica e partigiana, dall’altro si avvale della collaborazione di artisti e associazioni culturali impegnati nella rappresentazione della Shoah e dei suoi molteplici aspetti, quale mezzo di trasmissione della Memoria attraverso l’arte, la musica, la danza e il teatro.

Quest’anno è prevista la visita guidata al campo di Urbisaglia, presso la Fondazione Giustiniani Bandini, a cura della dottoressa Giovanna Salvucci, e la collaborazione artistica dell’associazione culturale “Teatro della Comunità”, diretta dall’attore e regista di teatro e cinema Marco Di Stefano e dalla danzatrice Tanya Khabarova, da intendersi come parte integrante del seminario.

La responsabilità scientifica e organizzativa è della professoressa Clara Ferranti; la Segreteria del seminario è formata da due giovani studiose e da una unità del Personale Tecnico-Amministrativo dell’ateneo. Hanno confermato la loro adesione in qualità di relatori i professori Carla Canullo, Donatella Di Cesare, Carla Marcellini, Maria Elena Paniconi e Marcello Pezzetti.

Il giorno in cui ha luogo il seminario obbedisce a una scelta precisa. All’alba di sabato 16 ottobre 1943 la polizia tedesca, agli ordini del tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, fece irruzione nel Ghetto di Roma, con obiettivi il sequestro, la deportazione e l’eliminazione degli ebrei romani. Fu questo il più efferato crimine del genere compiuto in Italia: degli oltre mille catturati e tradotti ad Auschwitz ne tornarono sedici. Anche grazie al contributo di Giacomo Debenedetti, il 16 ottobre, o Sabato Nero, rappresenta da allora un momento chiave nella Memoria, ebraica e non solo ebraica.

La Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, costituitasi nel marzo 2011, è stata presentata ufficialmente il 24 gennaio 2012 alla Camera dei Deputati; il 4 giugno 2012, sempre alla Camera dei Deputati, ha tenuto i suoi primi tavoli tecnici, centrati su Negazionismo, Museologia della Shoah e Didattica della Shoah. Dopo una prima collana di tre volumi, uscita fra il 2010 e il 2013 per i tipi di Rubbettino, la Rete ha fondato nel 2014 una seconda collana presso le Edizioni Università di Macerata, dal titolo “Il tempo, la storia e la memoria”. Dal 2012 al 2015 la Rete ha organizzato, nel ricorrere del 16 ottobre, quattro Corsi nazionali di Storia e didattica della Shoah, seguiti complessivamente da oltre cinquemila fra studenti e insegnanti.

Il nuovo Centro interuniversitario 27 gennaio – Giorno della Memoria riunisce attualmente tre atenei, Teramo, Macerata e della Calabria. Il Centro parte dall’esperienza della Rete Universitaria per svilupparla e approfondirla sul piano della ricerca e della conseguente disseminazione. Insieme, la Rete e il Centro si propongono di diffondere, fra l’altro in occasione del 27 gennaio e del 16 ottobre, “buone pratiche” nella lotta contro ogni forma di razzismo e antisemitismo, in vista della costruzione nelle generazioni più giovani di un sentimento di cittadinanza europea condivisa e di una cultura volta al pluralismo e alla tutela dei diritti umani e civili.

INFORMAZIONI PRATICHE

Il seminario è principalmente rivolto a insegnanti di scuole secondarie di primo e di secondo grado, ma è aperto anche a insegnanti di altro grado, agli studenti e a chiunque abbia interesse verso i temi trattati.

Attività funzionale alla formazione continua e alla valorizzazione delle competenze professionali, esso rientra fra i titoli riconosciuti in ambito scolastico dalla Legge 13 luglio 2015, n. 107, art. 121. È possibile, segnalandolo alla Segreteria con congruo anticipo, far partecipare al seminario le classi o una selezione di alunni. La partecipazione è gratuita. Al termine del seminario i partecipanti ricevono un attestato individuale di frequenza, valido a norma di legge, con il riconoscimento di 2 crediti formativi. La partecipazione parziale al seminario, o solo la mattina o solo il pomeriggio, dà diritto al riconoscimento di 1 credito formativo.

Per gli studenti dell’Università di Macerata, l’accreditamento e il n. dei CFU sono a discrezione di ciascun Consiglio di Classe di ogni Dipartimento. Laddove venga deliberato il riconoscimento di 1 o 2 CFU, gli studenti partecipanti dovranno presentare alla prof.ssa Clara Ferranti una breve relazione o riflessione sulle tematiche trattate al seminario. La partecipazione parziale, o solo la mattina o solo il pomeriggio, dà comunque sia diritto a 1 CFU e sempre dietro presentazione della relazione/riflessione.

Le lezioni saranno svolte presso la Domus San Giuliano (Via Cincinelli 4, Macerata) dalle 9.00 alle 13.30 (dalle 8.15 alle 9.00 verrà effettuata la registrazione dei partecipanti); il pomeriggio, dalle 15.00 alle 18.30, avrà luogo la visita guidata al campo di Urbisaglia, sito presso l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (MC), con un’introduzione storica, e la rappresentazione artistica vocale e danzante a cura dell’associazione culturale “Teatro della Comunità”.

Scarica il programma in .pdf

URBISAGLIA FESTEGGIA IL 2 GIUGNO CON LE RAGAZZE DEL ’46

70 anni di voto alle donne, 70 anni di democrazia. Questo è lo slogan con cui il Comune e l’ANPI di Urbisaglia hanno deciso di celebrare, in occasione della Festa della Repubblica, l’anniversario del primo voto alle donne.

15. Le ragazze del '46 e le ragazze del '98 (Laura Becerrica e Gloria Fattori)

Le ragazze del ’46 e le ragazze del ’98

La cerimonia, che si è svolta presso il Loggiato Comunale “Augusto Pantanetti”, alla presenza del Sindaco di Urbisaglia Paolo Giubileo, il maresciallo Rosario Cianci, il Presidente ANPI di Urbisaglia Giovanna Salvucci e la Sindaca dei ragazzi Laura Fiorani, ha visto come protagoniste le ragazze del ’46, quelle che il 2 giugno di 70 anni fa si recarono per la prima volta a votare.

«Ci è sembrato importante rendere omaggio alle ragazze del ’46» ha sottolineato Giovanna Salvucci, presidente dell’ANPI di Urbisaglia «perché averle fra noi dimostra quanti pochi anni siano passati da quando le donne hanno iniziato ad entrare a pieno titolo nella vita politica italiana, e quanta strada c’è ancora da fare per una piena parità di rappresentanza femminile nelle istituzioni, nel mondo del lavoro e della ricerca.»

Tra le 28 donne di Urbisaglia che il 2 giugno del 1946 avevano già compiuto 21 anni e potevano quindi esercitare il diritto di voto sono intervenute alla manifestazione Vania Bartomucci e Maria Caraceni, nate nel 1922, Emma Lulani e Fiorina Marinsalta del 1923, Giulia Ariozzi e Giulia Andreozzi del 1924, Maria Pia Foglia e Santa Lancioni del 1925, che hanno ricordato la grande emozione del primo voto e la felicità di essere prese in considerazione per la prima volta nella storia.

Prima della consegna degli attestati di riconoscimento da parte del Sindaco Giubileo, è intervenuta la Prof. Lina Caraceni dell’Università di Macerata, che ha ricordato come il voto alle donne del 2 giugno 1946 fu l’epilogo di un lungo percorso di lotta per la giustizia sociale che richiese l’impegno di donne coraggiose. «Queste donne» ricorda la prof. Caraceni, «dovettero combattere contro secoli di cultura che avevano relegato l’identità femminile ad un ruolo subalterno e sottomesso, ai margini della politica e della società. Alcune di quelle donne, 21 per l’esattezza, vennero elette nell’assemblea costituente e contribuirono direttamente a scrivere i principi fondativi della Repubblica. Donne come Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Mattei, protagoniste della lotta partigiana e di liberazione, fecero in modo che l’art. 3 della Costituzione, il principio di uguaglianza, diventasse la base fondativa di un sistema politico antifascista.»

Co-protagonisti della manifestazione i diciottenni di Urbisaglia, che hanno ricevuto dal Sindaco e dalle ragazze del ’46 una copia della Carta Costituzionale, in un simbolico “passaggio di consegne” di impegno sociale e civile. Erano presenti Lorenzo Alessandrini, Laura Becerrica, Glauco Buccolini, Giorgio Buratti, Edoardo Cansolino, Federico Carradori, Sasha Chiacchiera, Fabian Collhaj, Marco Croce’, Gloria Fattori, Antonio Fiorani, Luca Giannini, Riccardo Pierucci, Matteo Salvi e Giacomo Staffolani, che sabato scorso hanno anche partecipato ad un momento di formazione sulla Costituzione tenuto dal prof. Francesco Rocchetti e da Caterina Recchi.

Il Sindaco di Urbisaglia e il Direttivo dell’ANPI si sono dichiarati molto soddisfatti per la riuscita della manifestazione, ed hanno ringraziato per la preziosa collaborazione le Forze dell’ordine, l’Associazione dei Carabinieri in congedo, i rappresentanti della associazioni di Urbisaglia, il Consiglio dei Ragazzi, Giulio Pantanetti e Rosanna Cicconi per le ricerche storiche effettuate, i ragazzi del ’98 con le loro famiglie e soprattutto le splendide ragazze del ’46, che hanno incantato tutti gli intervenuti con la loro forza ed il loro sorriso.