Urbisaglia. Festa della Repubblica 2017.

Anche se ormai è tradizione, per il Comune di Urbisaglia, consegnare la Costituzione ai diciottenni per la Festa della Repubblica, quest’anno lo è stato in modo del tutto particolare.

Quest’anno compiono diciotto anni gli ultimi nati del millennio, i ragazzi del ’99, che riportano alla nostra mente quei ragazzi del 1899 che cento anni fa, nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto furono chiamati nelle trincee del Carso a combattere la Grande Guerra.

Non si poteva quindi festeggiare i ragazzi del ’99 senza ricordare quei 18 urbisagliesi che, appena compiuti diciotto anni, si ritrovarono catapultati sul fronte del Piave dopo la rotta di Caporetto.

Per l’occasione quindi è stata inaugurata anche una mostra, visitabile fino all’11 giugno presso il Loggiato “A. Pantanetti”, che mette a confronto queste due generazioni di ragazzi nati e cresciuti ad Urbisaglia.

La cerimonia del 2 giugno ha avuto inizio con i saluti del sindaco Paolo Giubileo che, dopo il canto dell’Inno d’Italia, ha sottolineato come i sogni, le aspettative e le prospettive dei diciottenni di oggi siano fortunatamente di tutt’altra qualità rispetto a quelle dei loro coetanei di un secolo fa, costretti a incontrare la guerra e qualcuno anche la morte.

Anche Federico Salvucci, sindaco dei ragazzi, ha voluto salutare i ragazzi più grandi ricordando come anche i più giovani siano chiamati ad apprezzare e a contribuire al progresso della «Repubblica nata dal sacrificio di genitori e nonni».

La presidente dell’Anpi Giovanna Salvucci, promotrice della mostra, ha ringraziando tutti coloro che hanno collaborato e in particolare i coautori Silvano Fazi e Giulio Pantanetti. Rivolgendosi poi ai diciottenni li ha ringraziati per una partecipazione che non era affatto scontata e che è stata scelta preferendola a occupazioni certamente più piacevoli.

“La Festa del 2 giugno, come quella del 25 aprile, ci richiama alla nostra responsabilità di cittadini, quella descritta dall’art. 2 della Costituzione che ci richiede “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
Quest’anno voi compite 18 anni ed entrate a far parte a pieno titolo della vita politica della nostra Repubblica. E farlo seriamente non è una cosa facile.
Non basta, infatti, condividere qualche post sull’argomento del giorno o indignarsi su facebook per le cose che ci sembrano sbagliate. Non basta solo criticare e aspettare che qualcuno risolva i problemi per noi.
Il dovere inderogabile di cui parla la Costituzione è quello di provare a cambiare le cose che riteniamo ingiuste, e provare a farlo in prima persona con gli strumenti della democrazia.
Il dovere inderogabile di cui parla la Costituzione è quello di lavorare per una società più equa, in cui possiamo costruire il futuro che desideriamo insieme alle persone che amiamo.
Ma, come diceva Calamandrei, quello che è scritto nella nostra Costituzione non è che un programma, un ideale, una speranza, che non può realizzarsi se non ci mettiamo la nostra volontà e il nostro impegno.
Lo so che non è una cosa facile. Soprattutto quando vediamo tante persone, intorno a noi, che non sanno guardare più in là dei propri interessi personali, oppure pensano che ci debba pensare qualcun altro alla “solidarietà politica, economica e sociale”.
Ma la vostra presenza qui, oggi, è un segno di speranza nel vostro impegno futuro.
Potevate andare al mare, potevate dormire fino a mezzogiorno, potevate fregarvene completamente di questa noiosa cerimonia.
Invece siete qui.
Siete qui perché sapete che nessuno potrà costruire il futuro che volete.
Dovete farlo voi.
Siete qui perché volete prendere in mano questo sogno e dargli le vostre gambe, le vostre idee, il vostro entusiasmo per farlo diventare realtà.”

La mostra “I Ragazzi del ’99. Urbisaglia 1917-2017” è stata presentata da Silvano Fazi che ha richiamato all’unicità tragica del primo conflitto mondiale «forse la più grande tragedia vissuta dall’umanità» coi suoi 37 milioni di morti cui vanno aggiunti gli altri 50 milioni prodotti dall’epidemia di spagnola che fu immediata conseguenza della guerra.

A Urbisaglia – ha proseguito Fazi – la generazione del 1899 contava 83 ragazzi e ragazze. 18 furono i coscritti, tutti inviati sul Piave.

Confrontando la loro vicenda con quella dei ragazzi di oggi, ha rilevato ancora Silvano Fazi, non si può che apprezzare il fatto che l’Europa, da fucina di conflitti bellici ricorrenti, sia diventata un continente in cui si è diffuso un sempre più radicato “ripudio” della guerra, sancito dalla nostra Costituzione.

La cerimonia è proseguita con la consegna a tutti i diciottenni intervenuti di una copia della Costituzione da parte del sindaco e si è conclusa con una foto ricordo.

 

Festa del 2 giugno con i ragazzi del ’99

E’ ormai una tradizione per il Comune di Urbisaglia – in collaborazione con la sezione dell’ANPI – consegnare il giorno della festa della Repubblica la Costituzione italiana ai diciottenni residenti nella città.

Quest’anno lo è in modo del tutto particolare. I ragazzi del ’99 sono sì i nostri diciottenni, ma anche i diciottenni che cento anni fa, nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto furono chiamati nelle trincee del Carso e che contribuirono in maniera determinante a fermare l’offensiva nemica e poi a contrattaccare vittoriosamente giungendo alla fine di quella che è stata definita la Grande Guerra.

Ci è sembrato quindi significativo mettere a confronto queste due generazioni di ragazzi nati e cresciuti ad Urbisaglia, allestendo una mostra che raccoglie foto e documenti riguardanti la classe 1899, ma anche le foto e i racconti dei giovani del 1999.

Nel 1899 ad Urbisaglia nacquero 83 bambini: 51 femmine e 33 maschi. Nella Lista di Leva dei giovani nati nell’anno 1899, chiusa dal Sindaco di Urbisaglia nel gennaio 1917, risultano 29 iscritti, di cui 13 giovani che non erano nati ad Urbisaglia, ma ci si erano trasferiti nel corso degli anni. Diciotto di loro, appena compiuti 18 anni, furono arruolati e mandati in guerra.

Molti erano contadini e coloni, alcuni carrettieri, falegnami, sellai… Il titolo di studio consisteva nel saper leggere e scrivere. Giovani che probabilmente non avevano mai lasciato Urbisaglia e che si trovarono catapultati nella Storia tragica della guerra. Grazie alla loro forza e al loro entusiasmo le sorti della guerra cambiarono e da allora sono rimasti un simbolo di rinascita per il nostro Paese.

I ragazzi del 1999 non partiranno per la guerra e potranno progettare il presente e il futuro. Alessio, Sara, Sofia, Laura, Daria, Samuele, alcuni dei diciottenni urbisagliesi, hanno parlato delle loro passioni e di come trasformarle in un lavoro. Hanno mostrato di non volersi accontentare di un lavoro qualsiasi, ma di impegnarsi per ottenere la realizzazione dei loro sogni.

Ma se i ragazzi che vivono in Europa oggi possono sognare, affermare i loro diritti, essere protagonisti delle loro scelte, anche grazie alle conquiste di chi li ha preceduti, grazie ai settanta anni di pace costruiti a partire dalla nostra carta costituzionale.

La cerimonia della consegna della Costituzione si terrà nel loggiato comunale venerdì 2 giugno dalle ore 10,30 con il saluto del Sindaco e l’inaugurazione della mostra “I Ragazzi del ’99”, illustrata da Giovanna Salvucci, Presidente dell’ANPI di Urbisaglia, e da Silvano Fazi.

Ringraziamo fin da ora Stefano Diomedi  per la bellissima foto del manifesto, le famiglie Menghini, Alzapiedi, Piccinini e Buccolini per le foto e i materiali che ci hanno messo a disposizione, e tutti i neodiciottenni che hanno partecipato all’iniziativa.

Il Direttivo dell’ANPI
Sezione di Urbisaglia

Sigismondo Piccinini

Festa dell’Unità Nazionale 2016

urbisaglia06-11-2016

Oggi ad Urbisaglia si è celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Nonostante i problemi legati ai recenti eventi sismici e al maltempo, l’Associazione Combattenti e Reduci e il Comune di Urbisaglia hanno voluto onorare la memoria dei caduti e festeggiare l’unità nazionale.

Alla cerimonia ha partecipato il neo-eletto Sindaco dei ragazzi, Federico Salvucci.

L’ANPI apprezza molto e sostiene il coinvolgimento attivo dei ragazzi: per loro è un’occasione di crescita e di condivisione di quei valori che, da 70 anni, costituiscono i fondamenti della vita democratica del Paese. Auguriamo quindi a Federico Salvucci buon lavoro e speriamo che il suo entusiamo riesca a coinvolgere sempre più ragazzi.

Riportiamo di seguito il discorso di Federico:

Buon giorno a tutti.

Ringrazio il Sindaco, tutti voi presenti e i rappresentanti delle forze armate.

Oggi insieme, qui, al Sacrario dei Caduti di Urbisaglia, celebriamo il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate: ricordiamo insieme la fine del primo conflitto mondiale: – la Grande Guerra– il più importante evento storico che ha segnato profondamente la vita di giovani, bambini, famiglie italiane del ‘900 e che ha determinato enormi cambiamenti politici e sociali per i quali ancora adesso noi giovani, bambini, famiglie italiane ne viviamo i benefici.

In questa giornata, ci sentiamo vicini a chi, poco più grande di noi, lasciò la sua casa e i suoi affetti, sacrificando il loro futuro per un ideale di Italia unita e libera. Possiamo leggere i loro nomi, qui quotidianamente, sono cognomi familiari, di urbisagliesi. Ognuno di loro è ricordato dagli alberi del Parco delle Rimembranze, il “giardino dei pesci”…per il quale dobbiamo, soprattutto noi ragazzi, portare più rispetto.

Proprio in questi giorni, durante questa terribile esperienza del terremoto, ci siamo resi conto quanto sia indispensabile e confortante appartenere ad un Paese unito e solidale, dove le forze e le intelligenze migliori si sono armate, …armate con gli strumenti della solidarietà: il coraggio e il senso di appartenenza al Paese Italia. Ringrazio tutti soprattutto per questi esempi di profonda cittadinanza che in tantissimi hanno dato a noi ragazzi italiani di Urbisaglia.