La scrittrice Sabina Fedeli racconta Ida Bonfiglioli alla Biblioteca di Urbisaglia

Domenica 28 gennaio 2018 la giornalista e scrittrice Sabina Fedeli, accompagnata dal marito Gadi Schoenheit, ha presentato nella Biblioteca di Urbisaglia il suo ultimo lavoro dal titolo “Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese” , edito da Giuntina (2017).

Renzo e Ida Bonfiglioli all’Abbadia di Fiastra

Sabina e Gadi erano già stati ad Urbisaglia nel 2015, per conoscere il luogo in cui il nonno Renzo Bonfiglioli fu internato negli anni 1940-1041, il luogo immortalato nelle fotografie scattate dalla nonna Ida in visita al marito, rara e preziosa testimonianza storica del campo di Urbisaglia e dei suoi internati.

Nella sua presentazione alla Biblioteca di Urbisaglia, Sabina Fedeli ha descritto una donna coraggiosa, anticonformista, raffinata amante e conoscitrice di musica classica nonché contagiata dalla passione bibliofila del marito. Una donna che ha attraversato un intero secolo di storia: dalla ragazza spensierata che gioca a tennis in casa dello zio Silvio Finzi Magrini alla giovane moglie che vede il marito mandato al campo di internamento di Urbisaglia perché antifascista, i figli cacciati da scuola a causa delle leggi razziali, la madre catturata dalle SS durante la drammatica fuga in Svizzera, in cui riesce a rifugiarsi insieme al marito e ai figli.

Nel pomeriggio alla Biblioteca di Urbisaglia si è parlato di respingimenti ai confini, di centri di accoglienza sovraffollati, di indifferenza della popolazione svizzera al dramma dei profughi. Una situazione che tristemente ricorda eventi molto più recenti della nostra storia.

Gadi Schoenheit, chiamato più volte ad intervenire durante il dibattito, ricordando lo spirito antifascista del nonno Renzo ha manifestato la propria preoccupazione per gli episodi di razzismo e intolleranza cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi in Italia e in Europa.

Alla presentazione è intervenuto Paolo Giubileo, Sindaco di Urbisaglia, che ha ribadito l’importanza del Giorno della Memoria ed ha ricordato le iniziative intraprese i questi anni dall’Amministrazione di Urbisaglia e dall’ANPI per ricordare coloro che, durante il fascismo, hanno vista calpestata la propria dignità e hanno dovuto subire innumerevoli sofferenze e umiliazioni, consumatesi in parte nel territorio del Comune di Urbisaglia.

Gadi Schoenheit e Sabina Fedeli all’Abbadia di Fiastra domenica 28 gennaio 2018

Mirko Cardinali, presidente della Biblioteca di Urbisaglia, ha salutato gli intervenuti e in modo particolare la signora Enza Vanni, vedova del partigiano Primo Boarelli e madre di Sandro Boarelli, recentemente scomparso, la cui collezione di libri è stata donata alla Biblioteca di Urbisaglia.

Al termine della serata il Presidente dell’ANPI di Urbisaglia, Giovanna Salvucci, ha ringraziato Sabina Fedeli e Gadi Schoenheit per la loro presenza ad Urbisaglia nel Giorno della Memoria 2018 ed ha comunicato ai presenti il progetto di creare un “Museo dell’Internamento” a Villa Bandini che vede l’Anpi impegnata insieme al Comune di Urbisaglia, la Fondazione Giustiniani Bandini, l’Istituto Storico per la Resistenza di Macerata e l’Università di Macerata.

Il libro di Sabina Fedeli su Ida Bonfiglioli può essere acquistato presso l’Ufficio Informazioni dell’Abbadia di Fiastra oppure online sul sito La Giuntina.

Vedi anche:
Un libro racconta la lunga vita di Ida Bonfiglioli, cittadina onoraria di Urbisaglia
Cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini Bonfiglioli (27.01.2007)

Renzo Bonfiglioli
Il nipote di Renzo Bonfiglioli visita il campo di Urbisaglia

 

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Giornata della Memoria 2018: un libro racconta la lunga vita di Ida Bonfiglioli, cittadina onoraria di Urbisaglia.

Il 27 gennaio 2007 il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferì la cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini, vedova di Renzo Bonfiglioli, internato nel campo di Urbisaglia dal giugno 1940 all’agosto 1941.

La signora Ida non poté partecipare alla cerimonia perché già troppo anziana ma, in sua rappresentanza, intervennero la figlia Dori e il nipote Ariel, che portarono in dono ai cittadini di Urbisaglia le preziosissime foto scattate da Ida stessa all’Abbadia di Fiastra, in occasione delle sue visite al marito internato.

La lunga storia di questa nostra concittadina onoraria, scomparsa nel 2011 all’età di 104 anni, è stata recentemente illustrata nel libro “Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese” (Giuntina, 2017), che sarà presentato dall’autrice Sabina Fedeli domenica 28 gennaio alle ore 16.00 presso la Biblioteca di Urbisaglia.

Raffinata amante e conoscitrice di musica classica nonché contagiata dalla passione bibliofila del marito, Ida Bonfiglioli si racconta in una intervista senza tabù, giacché la donna con cui parla – Sabina Fedeli appunto – è la compagna dell’amato nipote Gadi Schoenheit.
Rievoca i giorni dell’orrore mischiati a quelli spensierati delle partite a tennis in casa dello zio Silvio Finzi Magrini, che morirà ad Auschwitz e che ispirerà nel dopoguerra le pagine bassaniane de “II giardino dei Finzi-Contini”.
Storie di casa che si ripetono, sempre uguali e tutte diverse. Quel 21 settembre 1941 quando Ida corre in sinagoga per fotografare lo scempio dei

Renzo e Ida Bonfiglioli nel giardino del campo di internamento di Urbisaglia

fascisti che distruggono arredi e oggetti sacri. Il marito mandato al campo di internamento di Urbisaglia perché antifascista. I due figli cacciati da scuola. Il padre irredentista che si lascia morire a Vienna pur di non combattere per l’Austria. Le leggi razziali, la strage della lunga notte del ’43, e la fuga in Svizzera durante la quale la madre è catturata dalle SS.
Una umanissima “chiacchierata” infilando e togliendo gli occhiali nelle cui stanghette è nascosto l’apparecchio acustico, gli “occhiali del sentimento” come li chiama lei, giocando sul doppio senso fra udito e cuore. Parla così di passione politica e coraggio, di processi della vergogna e gesti di altruismo. E di un piccolo segreto che Ida nella sua lunga vita non ha mai svelato e che Fedeli raccoglie con rispetto e amore…

Vedi anche:

Cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini Bonfiglioli (27.01.2007)
Renzo Bonfiglioli
Il nipote di Renzo Bonfiglioli visita il campo di Urbisaglia
Il campo di internamento di Urbisaglia

 

Giornata della Memoria 2017: Mario Mosciatti rievoca la vicenda degli ebrei internati a Camerino.

Domenica 28 gennaio 2017 è stato presentato, presso la biblioteca di Urbisaglia, il libro l’Internamento Libero a Camerino tra razzismo, burocrazia e indifferenza di Mario Mosciatti.

libromosciattiL’incontro, organizzato dall’ANPI di Urbisaglia, l’Amministrazione comunale e la Biblioteca di Urbisaglia nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria 2017, è stato introdotto da Giovanna Salvucci, Presidente dell’ANPI di Urbisaglia, e da Lorenzo Marconi, Presidente Provinciale dell’ANPI, che hanno sottolineato l’importanza della memoria, soprattutto in questa fase storica in cui assistiamo ad una recrudescenza di nazionalismo e di razzismo.

Nella sua presentazione Mario Mosciatti ha rievocato la vicenda di dodici famiglie di ebrei inglesi provenienti da Tripoli, che furono internati presso la Rocca borgesca di Camerino dal febbraio 1942 fino all’aprile del 1944, quando vennero trasferiti a Fossoli e successivamente deportati al campo di Bergen Belsen in Germania.

“La vicenda degli ebrei di Camerino -ha sottolineato Mosciatti – è l’ennesima dimostrazione della partecipazione attiva dell’Italia fascista alla Shoah, avvenuta attraverso il contributo diretto o il silenzio connivente di buona parte della società di allora. Razzismo, burocrazia e indifferenza sono un mix di sentimenti e di atteggiamenti che, allora come oggi, possono produrre solo pagine di storia di cui vergognarsi.”

Al termine della presentazione sono intervenuti Roberto Cruciani e Giuseppe Ferranti, che da anni si dedicano allo studio del Campo di Internamento di Urbisaglia, e la professoressa Clara Ferranti, responsabile scientifico e organizzativo dei corsi istituiti presso l’Università di Macerata per la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti sulla didattica della Shoah, promossi dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria.

L’incontro si è concluso con l’intervento del Sindaco Paolo Giubileo, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione per favorire la musealizzazione dei luoghi del Campo di Urbisaglia presso l’Abbadia di Fiastra e la creazione di un Centro Studi su Urbisaglia che, oltre al patrimonio archeologico, faccia luce sui tristi eventi del secolo scorso. Il Sindaco ha inoltre ringraziato l’Anpi per l’attività svolta e per l’opera di formazione svolta in collaborazione con la Scuola Secondaria di primo grado di Urbisaglia.

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