Urbisaglia accoglie il concittadino Giuseppe Viterbo

01_Paolo Giubileo consegna a Giuseppe Viterbo la motivazione della cittadinanza onorariaMercoledì 18 novembre il Consiglio Comunale di Urbisaglia ha conferito la cittadinanza onoraria a Giuseppe Viterbo, in quanto vittima delle leggi razziali che l’hanno coinvolto insieme agli affetti più cari.

Suo padre Carlo Alberto, infatti, venne internato nel Campo di Urbisaglia dal 28 giugno 1940 al 1 luglio 1941. Durante la sua permanenza ad Urbisaglia Carlo Alberto Viterbo continuò a lavorare per la Delasem (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei), organizzò corsi di italiano e di ebraico, gestì la piccola biblioteca allestita dagli internati e divenne da subito una “guida spirituale” degli ebrei osservanti, officiando le principali festività ebraiche.

Dopo il rilascio Carlo Alberto Viterbo tornò a Roma sotto falso nome e continuò a lavorare per la Delasem fino alla liberazione della capitale. Negli anni del dopoguerra, oltre che nella conduzione del settimanale “Israel”, Viterbo fu impegnato attivamente nelle attività istituzionali ebraiche, a livello locale e nazionale.

il giornoDurante i mesi trascorsi nel Campo di Urbisaglia, Carlo Alberto Viterbo intrattenne un’intensa corrispondenza con la famiglia che è stata recentamente pubblicata dal figlio Giuseppe nel volume, Il giorno di ritorno che verrà. Antologia di lettere di Carlo Alberto Viterbo dal campo di concentramento di Urbisaglia, editato a Firenze da Aska.

A conferire il riconoscimento il sindaco Paolo Giubileo che ha ribadito come questo gesto testimonia la volontà del Comune e dei cittadini di Urbisaglia di non dimenticare gli anni della dittatura e della guerra, e di ispirarsi ai valori di quanti hanno combattuto per la libertà e la democrazia. Il Sindaco ha inoltre letto in messaggio inviato dalla Prefetto Roberta Preziotti che non è potuta intervenire di persona a causa di urgenti motivi istituzionali legati agli eventi di Parigi. Oltre a dare il suo cordiale benvenuto a Viterbo quale cittadino della provincia maceratesi, la Prefetto ha ringraziato il Sindaco e il Consiglio Comunale di Urbisaglia “per il concreto e fattivo messaggio di pace che, con l’attribuzione di questa cittadinanza onoraria, la comunità di Urbisaglia ha voluto trasmetere”.

Dopo il voto all’unanimità dei membri del Consiglio Comunale, Giuseppe Viterbo ha salutato i suoi nuovi “concittadini” ed ha ricordando la figura di suo padre giornalista, avvocato, uomo di cultura e di azione. Viterbo ha ricordato che suo padre si riferiva al Campo di Urbisaglia come “l’Università dell’antifascismo” poiché qui aveva incontrato numerosi intellettuali e personaggi di spicco del mondo ebraico che si opponevano al regime.

Ad intervenire, tra gli altri, anche Manfredo Coen, presidente della Comunità ebraica anconetana, e Paola Mariani, Vice Presidente 03_Laura Fiorani_sindaco del consiglio comunale dei ragazzidella Provincia, che ha dato il benvenuto al nuovo cittadino ed ha ricordato i diversi campi di internamento presenti nel territorio provinciale negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Il Sindaco del Consiglio dei Ragazzi, Laura Fiorani, ha ringraziato Giuseppe Viterbo per aver accettato l’invito di andare a trovarli a scuola: quando suo padre era internato ad Urbisaglia infatti, Giuseppe aveva la loro età e dovette subire, fra l’altro, l’allontanamento dalla scuola a causa delle leggi razziali.

Alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria hanno partecipato numerosi cittadini di Urbisaglia, il Consiglio Comunale dei Ragazzi, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Colmurano Luciana Salvucci insieme a numerose insegnanti, Clara Ferranti dell’Università di Macerata (responsabile della Rete Universitaria per il Giorno della Memoria), i rappresentanti dei comuni di Colmurano, Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Tolentino, Lorenzo Marconi (Presidente proviciale dell’Anpi), Giovanna Salvucci (presidente ANPI Urbisaglia), e il dott. Rosario Cianci (Maresciallo dei Carabinieri di Urbisaglia).

Tra il pubblico anche Sandro e Annita Pantanetti, figli del partigiano Augusto e Ruth Wartski, arrivata in Italia per seguire suo padre, un ebreo polacco internato nel Campo di Urbisaglia insieme a Carlo Alberto Viterbo.

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