Il nipote di Renzo Bonfiglioli visita il Campo di Urbisaglia

Lunedì 3 agosto 2015 abbiamo avuto il piacere di conoscere Gadi Schoenheit, arrivato all’Abbazia di Fiastra per visitare la soffitta del Campo di Concentramento di Urbisaglia dove fu internato, dal 16 giugno 1940 al 14 agosto 1941, suo nonno Renzo Bonfiglioli.

Ecco le impressioni che ci ha lasciato e che abbiamo piacere di condividere.

Gadi Schoenheit“Mi chiamo Gadi Schoenheit e sono il nipote di Renzo Bonfiglioli. Ieri ho visitato, per la prima volta, il Campo di Urbisaglia, dove mio nonno è stato al confino, come ebreo, nei primi anni della guerra.
E’ stata per me una visita carica di emozioni, molto diversa da quanto accaduto nei campi di concentramento nazisti, dove sono stato e dove purtroppo è stata deportata una parte della mia famiglia. E questo, non solo, come ovvio, perchè Urbisaglia non era un campo di concentramento.
No, sto parlando di qualcosa di diverso, sto parlando dell’attaccamento alla vita di mio nonno, mostrato anche in quei tragici anni. Mi spiego meglio.
La visita a Urbisaglia è stata per me una sorta di Divina Commedia al contrario, dove il bello e il bene precede il male e la solitudine. La villa ti appare all’inizio come un posto molto bello, lontano dagli stereotipi classici di un luogo di confino. Poi salendo le scale sono arrivato alla soffitta angusta dove mio nonno soggiornò in quel tragico periodo. E li ho trovato il suo amore per la libertà che non lo ha mai abbandonato.
In quella soffitta umida e buia, lontano dalla sua famiglia e dalla sua casa, il nonno Renzo scoperse il suo amore per i libri! E quali libri? una vera passione per Ludovico Ariosto e l’Orlando Furioso, che l’avrebbe fatto diventare negli anni dopo la guerra il maggior collezionista mondiale, dell’Ariosto, appunto. Perchè proprio li, in Renzzo Bonfiglioli - Gadi Schoenheit at cancello d'ingresso del campoquella infima stanza, dimenticata da tutto e da tutti? Perchè l’Orlando Furioso è ‘fantasia e libertà’. Me l’immagino vagare con la mente a mondi fantastici e liberi, lontano dalle angoscie di quella soffitta, che in qualche modo anticipavano quello che sarebbe successo dopo, anche a molti suoi amici e parenti, la tragedia della Shoah. Perchè mio nonno, da uomo libero,  non ha mai rinunciato alle sue idee, rifiutando ad esempio la tessera del partito nazionale fascista (scritto volutamente in minuscolo..) e chiudendo anticipatamente, all’inizio degli anni trenta la sua carriera di diplomatico (pochissimi lo fecero!).
Libertà ad ogni costo, questo mi ha ispirato la visita ad Urbisaglia. E soprattutto non dimenticare mai, che questo è stato possibile, nella terra di Dante e Michelangelo, di Giotto e Leonardo da Vinci. E questo, poco ci ha purtroppo insegnato, se pensiamo alla tragedia attuale degli immigrati, che secondo alcuni politici andrebbero ricacciati in mare e non più accolti. Quando a mio padre, reduce da Buchenwald, i ragazzi delle scuole, dove va a parlare, gli chiedono cosa abbia provato il giorno dell’arrivo degli americani, lui risponde ‘ho provato cosa vuol dire essere liberi’. Ma poi aggiunge, ‘noi non eravamo liberi ma neanche loro lo erano!” Perchè tu non potrai mai essere un uomo libero se anche il tuo prossimo non sarà libero.’ Non dovremo dimenticarlo mai. Libertà è il concetto profondo che mi ha ispirato Urbisaglia, e che non dimenticherò. Grazie di cuore a tutti quelli che ci hanno accolti, per il lavoro che stanno facendo, perchè tutto ciò non diventi una pagina lontana della Storia. Un piccolo, grande antidoto perchè ciò non si ripeta mai più!”   Gadi Schoenheit
Nelle foto a colori Gadi Schoenheit in visita all’Abbadia di Fiastra.
Le foto in bianco e nero furono scattate dalla nonna Lili Magrini in visita al marito Renzo Bonfiglioli.
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