Presentate a Firenze le lettere dal Campo di Urbisaglia.

Lunedì 18 maggio 2015, presso sede dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana a Firenze, è stata presentato, con grande successo, il libro Il giorno di ritorno che verrà. Antologia di lettere di Carlo Alberto Viterbo dal campo di concentramento di Urbisaglia, a cura di Giuseppe Viterbo.

Edito dalla casa editrice Aska, il volume raccoglie gli scritti di Carlo Alberto Viterbo (1889-1974) che raccontano del suo arresto nel carcere romano di Regina Coeli e del successivo periodo di detenzione ad Urbisaglia (Macerata), dal cui campo di internamento intrattenne un fitto epistolario con la moglie e con il figlio Giuseppe, allora tredicenne.

Carlo Alberto Viterbo (1889-1974), una delle figure più eclettiche e complete dell’ebraismo italiano novecentesco, fu internato nel campo di Urbisaglia dal 28 giugno 1940 al 1 luglio 1941.

Giornalista, avvocato, uomo di cultura e di azione, fin dal suo arrivo ad Urbisaglia Carlo Alberto Viterbo divenne “guida spirituale” degli ebrei osservanti:

[…] venerdì sera e sabato mattina sono stato invitato a prendere la direzione dei servizi religiosi con la recitazione della preghiera e con la lettura e commento del brano biblico settimanale. (lettera del 30 giugno 1940)

Nelle sue lettere da Urbisaglia Carlo Alberto Viterbo descrive Villa Bandini, il bellissimo giardino definito “il nostro refrigerio, il nostro conforto, la nostra gioia!”, descrive i suoi compagni di prigionia, l’organizzazione della vita nel campo, la mensa, la sua visita al paese:

Stamani, dopo vari mesi che non mi muovevo, ho potuto fare una bella passeggiata a piedi fino a Urbisaglia (4 km) e vedere qualcosa di inconsueto. Ne sono stato piacevolmente confortato, tanto più che era una bella giornata. Siamo andati inte, con accompagnamento, e abbiamo fatto i turisti nel piccolo paese ove, nella chiesa, ho trovato un bel trittico dei primi del cinquecento, con fondo oro. (lettera del 31 ottobre 1940)

Il libro è stato presentato dal direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana Matteo Mazzoni, l’antropologo Ugo Caffaz, gli storici Marta Baiardi e Alberto Cavaglion.

Firenze 18.05.2015 (1)Alla presentazione hanno partecipato anche il sindaco di Urbisaglia, Paolo Giubileo, insieme a Giovanni Salvucci e Domenico Mucci dell’Anpi (nella foto con Giuseppe Viterbo), che sono stati accolti molto calorosamente dal direttore dell’Istituto e dalla Presidente della Comunità ebraica di Firenze.

Nel suo intervento di saluto il Sindaco di Urbisaglia ha dichiarato che il far luce sui dolorosi eventi del passato e diffonderne la conoscenza fra le giovani generazioni deve essere considerato un dovere delle istituzioni democratiche. Ha inoltre illustrato l’attività dell’amministrazione comunale che, insieme all’Anpi di Urbisaglia, si è attivata in questi anni per dare il giusto riconoscimento a coloro che, anche nel territorio di Urbisaglia, hanno vista calpestata la propria dignità e ha dovuto subire innumerevoli sofferenze e umiliazioni.

Paolo Giubileo ha infine invitato Giuseppe Viterbo a visitare Urbisaglia e i luoghi di prigionia di suo padre, affermando la volontà del Comune e dei cittadini di Urbisaglia di non dimenticare gli anni della dittatura e della guerra, e di ispirarsi ai valori di chi, come Carlo Alberto Viterbo, hanno tenito alti i valori della tolleranza, della solidarietà, della pace e della democrazia.

Articolo sull’evento in Moked – il portale dell’ebraismo italiano

Biografia di Carlo Alberto Viterbo (Centro Primo Levi online monthly)

Firenze 18.05.2015 (2)

Firenze 18.05.2015. Da sinistra: Giuseppe Viterbo, Marta Baiardi, Matteo Mazzoni, Ugo Caffaz e Alberto Cavaglion.

Nino_Contini

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