25 aprile 2015: 70° anniversario della Liberazione.

copertina-mezzaPer celebrare il 70°anniversario della Liberazione l’ANPI e il Comune di Urbisaglia hanno voluto presentare ai propri cittadini il racconto delle vicende di Umberto e Domenico Staffolani che, con grande coraggio, diedero rifugio a due prigionieri inglesi dal settembre 1943 al febbraio 1944.

Il racconto, intitolato Oltre le linee nemiche. Memorie di un prigioniero di guerra inglese a Urbisaglia (1943-1944), è tratto dal libro Behind Enemy Lines  di Gilbert Broadbent, pubblicato dalla casa editrice Anchor nel 1985.

Catturato dai tedeschi in Africa, Gilbert venne prima imprigionato nel Campo di Servigliano e poi nel Campo di Sforzacosta. Il 15 settembre 1943 riuscì a fuggire e, insieme  all’amico Ken Pickering, trovò dapprima rifugio lungo il fiume Fiastra e il 24 settembre giunse alla fattoria di Umberto Staffolani, in contrada Entogge ad Urbisaglia.

Insieme al cugino Domenico, che viveva poco lontano, Umberto Staffolani fece di tutto per ospitare degnamente e nascondere i due soldati inglesi, nonostante le difficoltà e il rischio di essere scoperti dai fascisti:

Eravamo enormemente grati per la bontà d’animo di questi contadini italiani, perché fu grazie a loro che riuscimmo a sopravvivere senza consegnarci ai crucchi. Anche loro erano pieni di rabbia nei confronti dei fascisti e dei tedeschi, e facevano tutto il possibile per nasconderci. Ci assicurarono che avremmo potuto restare lì fino all’arrivo delle truppe britanniche, evento che attendevano con impazienza. (…). Ci fu riferito che per la nostra cattura era stata offerta una ricompensa di 1.800 lire e che i contadini eventualmente scoperti a nascondere prigionieri sarebbero stati uccisi. (Oltre le linee nemiche, p. 6)

I due inglesi si integrarono immediatamente con le famiglie Staffolani e, nonostante la difficoltà di comprendersi a causa della lingua, parteciparono attivamente ai lavori della campagna. L’autore ci offre senza dubbio un interessante spaccato di vita quotidiana di quel tempo, descrivendo con minuziosi dettagli alcuni particolari momenti, come il “ricco” pranzo in famiglia della domenica o la macellazione dei vitelli o del maiale, seguiti ovviamente da una gustosa cena a base di carne.

Dalle pagine del libro risulta chiaro come molti fossero gli inglesi rifugiati presso le famiglie contadine di Urbisaglia. Tanti di loro si riunivano a casa di Franco Micucci Cecchi per ascoltare Radio Londra e per cercare informazioni e supporto per potersi riunire con l’Esercito Alleato.

Lasciata Urbisaglia nel febbraio del 1943, Gilbert e Ken raggiunsero le truppe Alleate il 21 giugno 1944 dopo una lunga e faticosa traversata degli Appennini. Gilbert ritornò a Urbisaglia negli anni ’80 per riabbracciare la famiglia Staffolani e per rivedere i luoghi della sua pericolosa avventura oltre le linee nemiche:

Là, in quello che era stato il mio rifugio così tanti anni prima, potei ammirare tutto il panorama: dalla campagna rigogliosa con le colline sinuose fino ai primi pendii delle montagne sullo sfondo dei picchi più alti degli Appennini. Mi vergogno di dire che quella fu la prima volta che ne apprezzai tutta la bellezza. Quarant’anni addietro la nostra unica preoccupazione era restare nascosti, e la bellezza naturale delle Marche era passata inosservata. (Oltre le linee nemiche, p. 6)

Alla presentazione del libro di Gilbert Broadbent, tradotto dall’inglese da Paola Chinellato, hanno partecipato i figli di Umberto e Domenico Staffolani (nella foto): Giuseppa (1930), Bruno (1937), Elisa (classe 1925) e Luciana (1938).  Con grande spontaneità hanno raccontato -ai tantissimi intervenuti- le difficoltà di quei giorni di guerra, la paura di essere scoperti, le incursioni dei fascisti in casa, la rete di solidarietà  con gli altri contadini della zona, la gratitudine degli inglesi che, finita la guerra, sono tornati a salutarli e a ringraziarli di persona.

La figura di Franco Micucci Cecchi, che nell’inverno del 1943 era un giovane non ancora sposato, è stata ricordata dal figlio Gianluca, il quale ha ringraziato l’Anpi per aver fatto emergere questo lato poco conosciuto di suo padre. Franco Micucci Cecchi parlava molto bene l’inglese, e riuscì a nascondere e a salvare molti prigionieri braccati dai tedeschi.

Ci è sembrato doveroso, a 70 anni dalla Liberazione, far conoscere a tutta la cittadinanza e soprattutto ai giovani di Urbisaglia il coraggio dei nostri contadini e di tutti quelli che, a rischio della propria vita, decisero di schierarsi contro il nazifascismo“, ha affermato Giovanna Salvucci, presidente della sezione Anpi di Urbisaglia. “In un epoca di rigurgiti razzisti e xenofobi è importante ricordare e prendere ad esempio il loro profondo senso di umanità.

Le celebrazioni per il 70° Anniversario della Liberazioni, aperte dal saluto di Paolo Giubileo (sindaco di Urbisaglia) e dall’orazione ufficiale di Domenico Mucci (membro del Direttivo Anpi di Urbisaglia), si sono concluse con un festoso “Pranzo della Liberazione” consumato nel piazzale antistante il loggiato comunale intitolato ad Augusto Pantanetti.

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Foto Giovanni (19)

Da sinistra: Giuseppa, Bruno, Elisa e Luciana Staffolani.

 

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In primo piano a sinistra la casa di Umberto Staffolani in contrada Entogge a Urbisaglia (foto di Gian Marco Gasparrini)

 

Famiglie Staffolani e Micucci Cecchi

Le famiglie Staffolani e Micucci Cecchi.

 

Claudio Staffolani, autore del quadro "La Luce della Casa verde"

Claudio Staffolani, in arte Cagliostro, autore del quadro “La Luce della Casa verde”

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