“I Matti del Duce” di Matteo Petracci

10965288_10203744963130576_972804125_nDomenica 15 marzo 2015, alle 17,30 presso la Biblioteca di Urbisaglia, Matteo Petracci presenterà il suo ultimo libro dal titolo I Matti del Duce. Manicomi e repressione politica nell’Italia fascista, Donzelli, 2014.

Come riportato in appendice al libro:

“Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione. Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale? Molto si è scritto rispetto all’esperienza degli antifascisti in carcere o al confino, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l’internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata.”

«La detenzione in manicomio, in effetti, era considerata un’onta indelebile di cui ci si vergognava, come dimostra anche la vicenda del grande dirigente socialista Giuseppe Massarenti, che, dopo la liberazione di Roma, si sarebbe rifiutato di lasciare l’ospedale psichiatrico prima di ottenere “la dichiarazione di falsa perizia firmata dai due medici” che lo avevano dichiarato “pazzo ai tempi del suo internamento”».

Questa vicenda ci dice che l’uso del manicomio come strumento di persecuzione implicava anche la squalifica morale dell’internato, la sua espulsione dal perimetro della normalità. Il ritorno ad una vita diversa, diventava quindi particolarmente difficile per il disonore che a livello sociale questo implicava. La fuoruscita degli antifascisti dal manicomio doveva risultare a livello di immagine sicuramente diversa da quella di tanti oppositori del regime fuorusciti dal carcere o ritornati dal confino.
Va anche tenuto presente che l’internamento dei politici era di per sé profondamente umiliante: scrive Petracci: «Ridurre a pazzo un oppositore», «significava trasformare le sue idee e le sue affermazioni in deliri, ridicolizzarlo al cospetto degli altri, minarne irrimediabilmente la credibilità».

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Di seguito alcune recensioni:

http://lettura.corriere.it/sono-matti-questi-antifascisti/
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/politica-e-camicia-forza-strani-matti-duce-1063345.html?mobile_detect=false
http://www.europaquotidiano.it/2014/11/29/luigi-giorgi/
http://www.andreamaori.com/2014/12/i-matti-del-duce-presentazione-del.html?m=1
http://www.repubblica.it/sport/2014/12/29/foto/fotoracconto_cento_nomi_mura-103970595/1/?ref=HRERO-1#79

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