22 GIUGNO 1944: FUCILATI I FRATELLI VIRGILIO E UBALDO BARTOLAZZI

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Ubaldo Bartolazzi (1920-1944)

La mattina del 22 giugno Virgilio e Ubaldo Bartolazzi erano a casa quando videro arrivare il loro amico Federico Tesei in compagnia di un altro uomo di cui non conosciamo il nome. Tesei, dopo aver lasciato nei giorni precedenti il proprio reparto militare a Taranto, voleva raggiungere Casette Verdini per rivedere sua moglie, Adorna Domizi, che aveva partorito in sua assenza il terzogenito, Giuseppe. Arrivato sulla cima della statale 78 presso la casa degli amici Virgilio e Ubaldo si fermò per salutarli. Nella casa, con sua gradita sorpresa, rivide anche Pietro Trincia che conosceva fin dall’epoca in cui lavorava presso il campo di Sforzacosta. Per festeggiare il compagno ritrovato nella cucina al secondo piano di casa Bartolazzi iniziò dunque una festosa colazione. Alle dieci della mattina però, irruppe una truppa di soldati tedeschi.

I tedeschi arrivarono dai Bartolazzi perché qualche ora prima, nei pressi di quella casa avevano osservato il transito degli uomini del Gruppo Nicolò e della Nembo che si spostavano verso Colbuccaro. I tedeschi evidentemente ritennero i fratelli Virgilio e Ubaldo, nonché Federico Tesei e Pietro Trincia complici dei partigiani se non partigiani loro stessi.

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Virgilio Bartolazzi (1906-1944)

I quattro vennero portati via verso la nazionale, mentre la moglie di Virgilio con i tre bambini scappò verso la campagna fino a raggiungere la casa dei Torresetti. Ida, Virginia e Paolo Bartolazzi rimasero invece a casa dove furono costretti dai tedeschi a portare via tutti gli animali. Lungo la nazionale il commando tedesco con i quattro civili incontrano un motociclista della Nembo in uniforme e lo costrinsero a seguirli. Dopo un tratto con loro però l’uomo fu portato altrove.

Arrivati a Villa Morico (Pollenza) i quattro furono costretti a scavare una buca che funse da tomba per un soldato tedesco morto il giorno stesso. Poco dopo gli intimarono di preparare altre quattro fosse: Pietro Trincia cercò di convincere i suoi compagni a tentare la fuga perché capiva cosa stesse per accadere. Questi però non credevano potesse capitargli nulla visto che non avevano fatto nulla. L’apprensione di Pietro diventò terrore quando vide arrivare molti uomini dalla villa e posizionarsi lungo la staccionata come per assistere ad uno spettacolo. In un attimo prese la decisione di scappare. Si lanciò verso la sterpaglia e poi diritto in un campo di grano. Quest’ultimo lo difese dallo sguardo dei militari e dalle raffiche di colpi che gli sibilavano dietro. Altra sorte toccò a Ubaldo, Virgilio e Federico che furono uccisi in un attimo senza sapere il perché.

Il 1 luglio, quando la provincia di Macerata era ormai liberata, arrivarono Paolo e Guido presso Villa Morico con altri uomini. Il padre e il fratello degli uccisi riportarono così a casa i loro sfortunati congiunti. Il giorno dopo si svolsero i funerali.

Bibliografia: Sansoni E., 22 giugno 1944. Un giorno di un’estate di guerra. L’eccidio di Ubaldo e Virgilio Bartolazzi e di Federico Tesei. Anpi Urbisaglia,  2013. (scarica qui la versione .pdf LIBRO BARTOLAZZI)

Vedi anche: Restauro monumento Bartolazzi

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