25 aprile 2014: discorso del Presidente dell’ANPI di Urbisaglia.

Ringrazio il Sindaco per aver voluto inaugurare il restauro della Torre Civica proprio oggi, il 25 aprile 2014, giorno della Festa della Liberazione.

In tutta Europa le Torri Civiche sono state erette nel corso dei secoli per ospitare le campane che scandiscono i momenti della vita civile della città.

Anche ad Urbisaglia, come in tutta Europa, la Torre Civica rappresenta l’unità della comunità.

Ma guardiamo la nostra Torre da vicino: alla base sono elencati i nomi dei concittadini che hanno perso la vita nel corso della Prima Guerra Mondiale, il primo grande conflitto dei due che hanno insanguinato l’Europa nel corso del Novecento.

I loro nomi, che ci suonano familiari, ed il loro estremo sacrificio, ci ricordano che i conflitti e le guerre portano morte, distruzione, disperazione, divisione fra i popoli.

In cima alla Torre – la campana, ricollocata dai nostri concittadini nel 1948, dedicata a tutti i caduti: era l’anno dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana e gli urbisagliesi ricordavano bene il ventennio fascista, gli sforzi e il sangue versato per restituire dignità e libertà al loro paese.

Ricordavano bene il prezzo pagato per la Liberazione.

Quest’anno, in tutte le Marche, si celebra il 70° anniversario della liberazione, e anche ad Urbisaglia ricorderemo questo evento, che ha segnato la vita di tanti nostri concittadini.

Urbisaglia venne liberata il 20 giugno del 1944: alle 4 di pomeriggio giunsero qui i partigiani del gruppo Nicolò, capitanati da Augusto Pantanetti e vennero accolti con festeggiamenti, fiori e gesti di simpatia.

Ma le sofferenze non erano ancora finite, da lì a due giorni sarebbero stati uccisi i fratelli Virgilio e Ubaldo Bartolazzi e, nei giorni successivi, molti paracadutisti della Nembo sarebbero caduti nei pressi del fiume Chienti.

Quella campana in cima alla Torre è dedicata e tutti loro, è dedicata ai caduti di tutte le guerre.

Ogni volta che la sentiremo suonare impegniamoci a difendere le regole della democrazia e della convivenza civile. Parliamo con i nostri figli: insegniamo loro a riconoscere le insidie che si nascondono dietro i discorsi di coloro che indicano soluzioni facili a problemi complessi, di coloro che propongono l’ennesimo uomo della provvidenza, capace di risolvere da solo tutti i nostri problemi.

Ogni volta che la sentiremo suonare la campana ricordiamoci di diffidare di quelli che, ancora oggi, ci indicano quelli da odiare, i capri espiatori ai quali attribuire l’origine dei nostri mali (gli stessi di sempre: i diversi, gli immigrati, gli omosessuali…).

Questa Torre, i nomi incisi sulla lapide, il suono della campana, ci ricordino sempre il prezzo pagato per questi 70° di libertà, il prezzo pagato per la democrazia e i diritti civili.

Salendo in cima alla Torre però, volgiamo lo sguardo lontano: i nostri genitori e i nostri nonni non avrebbero mai creduto che, dopo anni di guerra e distruzione, avrebbero non solo smesso di odiare, ma avrebbero condiviso politiche sociali, ambientali, economiche, con tedeschi, inglesi, polacchi, francesi, e con tutti i popoli che ora formano l’Unione Europea.

Con i piedi ben saldi sui valori della resistenza, della partecipazione democratica, della pace e della libertà continuiamo a guardare lontano.

Buon 25 aprile.

GIOVANNA SALVUCCI
Presidente ANPI Urbisaglia

Giovanna Salvucci, Sen. Mario Morgoni, Roberto Broccolo.

25 aprile 2014: Giovanna Salvucci, Sen. Mario Morgoni, Roberto Broccolo.

 

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