Urbisaglia, Giorno della Memoria 2019

Anche quest’anno, per il Giorno della Memoria, il Comune e l’ANPI di Urbisaglia ricorderanno gli ebrei internati nel campo di Urbisaglia, in particolare tre membri della famiglia Hanau di Ferrara -Carlo e i suoi figli gemelli Primo e Secondo- che finirono nelle ‘liste’ delle persone sgradite al fascismo e furono internati ad Urbisaglia.

L’iniziativa si svolgerà domenica 27 gennaio alle ore 16.30 presso il Teatro Comunale e si aprirà con la presentazione del nuovo sito di informazione e ricerca sul campo di internamento di Urbisaglia curato da Giovanna Salvucci, presidente della sezione ANPI di Urbisaglia: «Sono molte le persone che, da ogni parte del mondo, ci contattano per avere informazioni sul luogo in cui i loro familiari trascorsero gli ultimi anni di vita prima di essere deportati nei campi di sterminio. Ci è sembrato utile, quindi, mettere a disposizione di tutti uno strumento flessibile e in continuo sviluppo per raccogliere i documenti e le fotografie che, anche grazie a questo sito, continuano ad emergere dal passato e ci aiutano a conservare la memoria delle persone che furono internate a Villa Bandini dal 1940 al 1943

Il pomeriggio proseguirà con l’intervento dell’Arch. Sara Baretta, che presenterà “Una storia ferrarese: Hanau Carlo, Primo e Secondo, internati politici nel campo di Urbisaglia”. La loro sorte di questi tre membri della famiglia Hanau, classificati ’ebrei puri’ perché la famiglia Hanau era tutta ebrea, fu segnata più per motivi politici che di ‘razza’. Il fratello Max e sua moglie, che mai si erano occupati di politica invece, verranno internati nel campo di concentramento di Fossoli e da qui inviati, il 5 aprile 1944, nel campo di concentramento di Auschwitz, dal quale non fecero ritorno. Riusciti a scampare alle retate nazifasciste anche grazie all’aiuto di alcuni cittadini maceratesi, dopo l’8 settembre Secondo e Primo furono attivi nella formazione partigiana della Banda Popoli, con ruoli di comando e di servizio, fino al passaggio del fronte.

L’iniziativa si concluderà con l’intervento del Prof. Carlo Hanau, figlio di Primo, che illustrerà la partecipazione della popolazione locale alla guerra di liberazione e la protezione degli ebrei e degli internati.

Gli internati di Urbisaglia n. 14 Primo Hanau, n. 16 Secondo Hanau (foto G. Viterbo)

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Festa della Liberazione 2018

Anche quest’anno, per la Festa della Liberazione,  l’ANPI di Urbisaglia,  il Comune e la Pro Loco di Urbisaglia organizzano una manifestazione presso il Loggiato “Augusto Pantanetti” secondo il seguente programma:

Ore 11,30: Ritrovo presso il Loggiato Comunale “A. Pantanetti”

Saluti:

  • Paolo Giubileo (Sindaco di Urbisaglia)
  • Giovanna Salvucci (Presidente ANPI Urbisaglia)

Interverranno:

  • Lorenzo Pettinari (studente Università di Bologna)
  • Edisa Collhaj (studentessa Università di Macerata)

Ore 13.00: Pranzo condiviso

Si mangia insieme il pranzo portato da casa sui tavoli allestiti dalla pro Loco di Urbisaglia presso il Loggiato “A . Pantanetti”. A disposizione di tutti acqua e birra alla spina del Birrificio “Il Mastio”

Ore 16,30: Musica dal vivo

Concerto vocal pop con i “Glissando vocal ensemble”

Durante la giornata sarà possibile rinnovare la tessera dell’ANPI e firmare l’appello “MAI PIU’ FASCISMI“

La scrittrice Sabina Fedeli racconta Ida Bonfiglioli alla Biblioteca di Urbisaglia

Domenica 28 gennaio 2018 la giornalista e scrittrice Sabina Fedeli, accompagnata dal marito Gadi Schoenheit, ha presentato nella Biblioteca di Urbisaglia il suo ultimo lavoro dal titolo “Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese” , edito da Giuntina (2017).

Renzo e Ida Bonfiglioli all’Abbadia di Fiastra

Sabina e Gadi erano già stati ad Urbisaglia nel 2015, per conoscere il luogo in cui il nonno Renzo Bonfiglioli fu internato negli anni 1940-1041, il luogo immortalato nelle fotografie scattate dalla nonna Ida in visita al marito, rara e preziosa testimonianza storica del campo di Urbisaglia e dei suoi internati.

Nella sua presentazione alla Biblioteca di Urbisaglia, Sabina Fedeli ha descritto una donna coraggiosa, anticonformista, raffinata amante e conoscitrice di musica classica nonché contagiata dalla passione bibliofila del marito. Una donna che ha attraversato un intero secolo di storia: dalla ragazza spensierata che gioca a tennis in casa dello zio Silvio Finzi Magrini alla giovane moglie che vede il marito mandato al campo di internamento di Urbisaglia perché antifascista, i figli cacciati da scuola a causa delle leggi razziali, la madre catturata dalle SS durante la drammatica fuga in Svizzera, in cui riesce a rifugiarsi insieme al marito e ai figli.

Nel pomeriggio alla Biblioteca di Urbisaglia si è parlato di respingimenti ai confini, di centri di accoglienza sovraffollati, di indifferenza della popolazione svizzera al dramma dei profughi. Una situazione che tristemente ricorda eventi molto più recenti della nostra storia.

Gadi Schoenheit, chiamato più volte ad intervenire durante il dibattito, ricordando lo spirito antifascista del nonno Renzo ha manifestato la propria preoccupazione per gli episodi di razzismo e intolleranza cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi in Italia e in Europa.

Alla presentazione è intervenuto Paolo Giubileo, Sindaco di Urbisaglia, che ha ribadito l’importanza del Giorno della Memoria ed ha ricordato le iniziative intraprese i questi anni dall’Amministrazione di Urbisaglia e dall’ANPI per ricordare coloro che, durante il fascismo, hanno vista calpestata la propria dignità e hanno dovuto subire innumerevoli sofferenze e umiliazioni, consumatesi in parte nel territorio del Comune di Urbisaglia.

Gadi Schoenheit e Sabina Fedeli all’Abbadia di Fiastra domenica 28 gennaio 2018

Mirko Cardinali, presidente della Biblioteca di Urbisaglia, ha salutato gli intervenuti e in modo particolare la signora Enza Vanni, vedova del partigiano Primo Boarelli e madre di Sandro Boarelli, recentemente scomparso, la cui collezione di libri è stata donata alla Biblioteca di Urbisaglia.

Al termine della serata il Presidente dell’ANPI di Urbisaglia, Giovanna Salvucci, ha ringraziato Sabina Fedeli e Gadi Schoenheit per la loro presenza ad Urbisaglia nel Giorno della Memoria 2018 ed ha comunicato ai presenti il progetto di creare un “Museo dell’Internamento” a Villa Bandini che vede l’Anpi impegnata insieme al Comune di Urbisaglia, la Fondazione Giustiniani Bandini, l’Istituto Storico per la Resistenza di Macerata e l’Università di Macerata.

Il libro di Sabina Fedeli su Ida Bonfiglioli può essere acquistato presso l’Ufficio Informazioni dell’Abbadia di Fiastra oppure online sul sito La Giuntina.

Vedi anche:
Un libro racconta la lunga vita di Ida Bonfiglioli, cittadina onoraria di Urbisaglia
Cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini Bonfiglioli (27.01.2007)

Renzo Bonfiglioli
Il nipote di Renzo Bonfiglioli visita il campo di Urbisaglia

 

Giornata della Memoria 2018: un libro racconta la lunga vita di Ida Bonfiglioli, cittadina onoraria di Urbisaglia.

Il 27 gennaio 2007 il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferì la cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini, vedova di Renzo Bonfiglioli, internato nel campo di Urbisaglia dal giugno 1940 all’agosto 1941.

La signora Ida non poté partecipare alla cerimonia perché già troppo anziana ma, in sua rappresentanza, intervennero la figlia Dori e il nipote Ariel, che portarono in dono ai cittadini di Urbisaglia le preziosissime foto scattate da Ida stessa all’Abbadia di Fiastra, in occasione delle sue visite al marito internato.

La lunga storia di questa nostra concittadina onoraria, scomparsa nel 2011 all’età di 104 anni, è stata recentemente illustrata nel libro “Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese” (Giuntina, 2017), che sarà presentato dall’autrice Sabina Fedeli domenica 28 gennaio alle ore 16.00 presso la Biblioteca di Urbisaglia.

Raffinata amante e conoscitrice di musica classica nonché contagiata dalla passione bibliofila del marito, Ida Bonfiglioli si racconta in una intervista senza tabù, giacché la donna con cui parla – Sabina Fedeli appunto – è la compagna dell’amato nipote Gadi Schoenheit.
Rievoca i giorni dell’orrore mischiati a quelli spensierati delle partite a tennis in casa dello zio Silvio Finzi Magrini, che morirà ad Auschwitz e che ispirerà nel dopoguerra le pagine bassaniane de “II giardino dei Finzi-Contini”.
Storie di casa che si ripetono, sempre uguali e tutte diverse. Quel 21 settembre 1941 quando Ida corre in sinagoga per fotografare lo scempio dei

Renzo e Ida Bonfiglioli nel giardino del campo di internamento di Urbisaglia

fascisti che distruggono arredi e oggetti sacri. Il marito mandato al campo di internamento di Urbisaglia perché antifascista. I due figli cacciati da scuola. Il padre irredentista che si lascia morire a Vienna pur di non combattere per l’Austria. Le leggi razziali, la strage della lunga notte del ’43, e la fuga in Svizzera durante la quale la madre è catturata dalle SS.
Una umanissima “chiacchierata” infilando e togliendo gli occhiali nelle cui stanghette è nascosto l’apparecchio acustico, gli “occhiali del sentimento” come li chiama lei, giocando sul doppio senso fra udito e cuore. Parla così di passione politica e coraggio, di processi della vergogna e gesti di altruismo. E di un piccolo segreto che Ida nella sua lunga vita non ha mai svelato e che Fedeli raccoglie con rispetto e amore…

Vedi anche:

Cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini Bonfiglioli (27.01.2007)
Renzo Bonfiglioli
Il nipote di Renzo Bonfiglioli visita il campo di Urbisaglia
Il campo di internamento di Urbisaglia

 

Urbisaglia. Festa della Repubblica 2017.

Anche se ormai è tradizione, per il Comune di Urbisaglia, consegnare la Costituzione ai diciottenni per la Festa della Repubblica, quest’anno lo è stato in modo del tutto particolare.

Quest’anno compiono diciotto anni gli ultimi nati del millennio, i ragazzi del ’99, che riportano alla nostra mente quei ragazzi del 1899 che cento anni fa, nel 1917, dopo la disfatta di Caporetto furono chiamati nelle trincee del Carso a combattere la Grande Guerra.

Non si poteva quindi festeggiare i ragazzi del ’99 senza ricordare quei 18 urbisagliesi che, appena compiuti diciotto anni, si ritrovarono catapultati sul fronte del Piave dopo la rotta di Caporetto.

Per l’occasione quindi è stata inaugurata anche una mostra, visitabile fino all’11 giugno presso il Loggiato “A. Pantanetti”, che mette a confronto queste due generazioni di ragazzi nati e cresciuti ad Urbisaglia.

La cerimonia del 2 giugno ha avuto inizio con i saluti del sindaco Paolo Giubileo che, dopo il canto dell’Inno d’Italia, ha sottolineato come i sogni, le aspettative e le prospettive dei diciottenni di oggi siano fortunatamente di tutt’altra qualità rispetto a quelle dei loro coetanei di un secolo fa, costretti a incontrare la guerra e qualcuno anche la morte.

Anche Federico Salvucci, sindaco dei ragazzi, ha voluto salutare i ragazzi più grandi ricordando come anche i più giovani siano chiamati ad apprezzare e a contribuire al progresso della «Repubblica nata dal sacrificio di genitori e nonni».

La presidente dell’Anpi Giovanna Salvucci, promotrice della mostra, ha ringraziando tutti coloro che hanno collaborato e in particolare i coautori Silvano Fazi e Giulio Pantanetti. Rivolgendosi poi ai diciottenni li ha ringraziati per una partecipazione che non era affatto scontata e che è stata scelta preferendola a occupazioni certamente più piacevoli.

“La Festa del 2 giugno, come quella del 25 aprile, ci richiama alla nostra responsabilità di cittadini, quella descritta dall’art. 2 della Costituzione che ci richiede “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
Quest’anno voi compite 18 anni ed entrate a far parte a pieno titolo della vita politica della nostra Repubblica. E farlo seriamente non è una cosa facile.
Non basta, infatti, condividere qualche post sull’argomento del giorno o indignarsi su facebook per le cose che ci sembrano sbagliate. Non basta solo criticare e aspettare che qualcuno risolva i problemi per noi.
Il dovere inderogabile di cui parla la Costituzione è quello di provare a cambiare le cose che riteniamo ingiuste, e provare a farlo in prima persona con gli strumenti della democrazia.
Il dovere inderogabile di cui parla la Costituzione è quello di lavorare per una società più equa, in cui possiamo costruire il futuro che desideriamo insieme alle persone che amiamo.
Ma, come diceva Calamandrei, quello che è scritto nella nostra Costituzione non è che un programma, un ideale, una speranza, che non può realizzarsi se non ci mettiamo la nostra volontà e il nostro impegno.
Lo so che non è una cosa facile. Soprattutto quando vediamo tante persone, intorno a noi, che non sanno guardare più in là dei propri interessi personali, oppure pensano che ci debba pensare qualcun altro alla “solidarietà politica, economica e sociale”.
Ma la vostra presenza qui, oggi, è un segno di speranza nel vostro impegno futuro.
Potevate andare al mare, potevate dormire fino a mezzogiorno, potevate fregarvene completamente di questa noiosa cerimonia.
Invece siete qui.
Siete qui perché sapete che nessuno potrà costruire il futuro che volete.
Dovete farlo voi.
Siete qui perché volete prendere in mano questo sogno e dargli le vostre gambe, le vostre idee, il vostro entusiasmo per farlo diventare realtà.”

La mostra “I Ragazzi del ’99. Urbisaglia 1917-2017” è stata presentata da Silvano Fazi che ha richiamato all’unicità tragica del primo conflitto mondiale «forse la più grande tragedia vissuta dall’umanità» coi suoi 37 milioni di morti cui vanno aggiunti gli altri 50 milioni prodotti dall’epidemia di spagnola che fu immediata conseguenza della guerra.

A Urbisaglia – ha proseguito Fazi – la generazione del 1899 contava 83 ragazzi e ragazze. 18 furono i coscritti, tutti inviati sul Piave.

Confrontando la loro vicenda con quella dei ragazzi di oggi, ha rilevato ancora Silvano Fazi, non si può che apprezzare il fatto che l’Europa, da fucina di conflitti bellici ricorrenti, sia diventata un continente in cui si è diffuso un sempre più radicato “ripudio” della guerra, sancito dalla nostra Costituzione.

La cerimonia è proseguita con la consegna a tutti i diciottenni intervenuti di una copia della Costituzione da parte del sindaco e si è conclusa con una foto ricordo.